Le Società Fiduciarie possono operare soltanto se ottengono la prescritta Autorizzazione Ministeriale e offrono servizi fiduciari e servizi di elevato contenuto specialistico come stabilito dalla Legge 23/11/39 n° 1966 e vengono annoverate tra gli intermediari finanziari (art. 11 Dlgs 231/07 – legge antiriciclaggio).

La Legge n° 1 del 1991, con la riforma dei mercati finanziari, ha introdotto le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) e ha di conseguenza distinto le società fiduciarie in “statiche” o di “amministrazione” e società fiduciarie “dinamiche” o di “gestione”.

Le Fiduciarie “dinamiche” o di “gestione”, previa iscrizione nell’albo delle SIM detenuto dalla Consob, gestiscono i mezzi finanziari messi a disposizione dal cliente in base a mandato generico per collocare e negoziare titoli restando a carico del cliente i rischi delle operazioni.

Le Fiduciarie “statiche” o di “amministrazione”, come la Fiduciaria Marche, non hanno il potere di decidere come impiegare i mezzi finanziari ricevuti dai clienti, ma amministrano i beni o i mezzi finanziari ricevuti (anche convertendoli in titoli, partecipazioni, prodotti finanziari, ecc.) secondo le istruzioni ricevute dal cliente che mantiene il diritto di modificarle, integrarle o revocarle in ogni momento. I beni, titoli e mezzi finanziari amministrati sono tenuti separati dal patrimonio della Fiduciaria e non possono pertanto essere aggrediti dai creditori della Fiduciaria stessa. I rischi delle operazioni che vanno a concludere su istruzioni del cliente restano ovviamente a carico del cliente stesso. Tale distinzione risulta di grande importanza in quanto tutela completamente il fiduciante dall’eventuale fallimento o liquidazione coatta da qualsiasi altra situazione critica della Fiduciaria (i patrimoni amministrati non possono far parte della massa fallimentare).

Peraltro tale adempimento, oltre che essere evidenziato nei bilanci annuali, viene periodicamente monitorato dall’organo di vigilanza delle fiduciarie e cioè dal Ministero delle Attività Produttive e, per la funzione di antiriciclaggio, dall’UIF (Unità di informazione finanziaria, istituita presso la Banca d’Italia).
Amministrare beni significa eseguire specifici incarichi conferiti dal cliente per ogni singola operazione. In sostanza ogni operazione deve essere effettuata sulla base di puntuali incarichi conferiti per iscritto con indicazione del prezzo per la negoziazione di titoli o delle istruzioni per le decisioni da adottare nelle assemblee societarie e in genere per tutti i diritti spettanti per la qualità di socio.
In sostanza le fiduciarie “statiche” assumono beni in amministrazione per conto terzi attraverso lo strumento dell’intestazione fiduciaria. La Fiduciaria agisce per conto di terzi ma in nome proprio (mandato senza rappresentanza).