Dopo di noi, truste donazioni: il ruolo prezioso di una Fiduciaria

Un aspetto che vogliamo sottolineare nell’ambito della Silver Economy, riguarda quelle istituzioni, che si occupano di economia e finanza con un occhio al Sociale, alla Famiglia, alle pratiche di successione a beneficio e tutela di chi ha disabilità e non è autosufficiente. Ebbene, Senzaetà da tempo segue l’attività della Fiduciaria Marche che in questo ambito sta crescendo molto… Nell’anno infatti in cui festeggia un anniversario importante come i 50 anni dalla fondazione, la Fiduciaria Marche ha ribadito Il suo delicato ruolo istituzionale concernente la legge sul Dopo di Noi, dove è garante nell’assicurare le volontà di assistenza e cura dei suoi clienti, nei confronti dei figli o parenti disabili, nel momento della successione e riassegnazione dei beni familiari.

Quasi un suggello alle volontà testamentarie di mantenimento delle cure e dell’assistenza di chi è fragile e rimane solo. La Fiduciaria Marche da tempo si occupa di questo, oltre alla consueta “tutela” fiduciaria nelle successioni, siano esse familiari o aziendali. Un esempio per tutti, quanto fatto dalla Fiduciaria Marche per assicurare alla casa di riposo Giuseppe Verdi, nel cuore di Milano, voluta dal musicista in persona, il corretto versamento del lascito in beneficenza del tenore mecenate Giampiero Mastromei. Un’operazione all’insegna della creazione di un trust internazionale che ha posto un sigillo di sicurezza ed efficacia a tutto vantaggio di Casa Verdi. Ma per capire bene che fa e che cos’è la Fiduciaria Marche, ospitiamo questa intervista al suo Presidente Dott. Valerio Vico, pubblicata dalla testata giornalistica Italia Informa.

Qual è il ruolo di una Fiduciaria?

“Il ruolo di una Fiduciaria è quello di tutelare e proteggere patrimoni di terzi, in base a una legge molto vecchia del 1939. Sia per essere ben tutelati e assistiti nelle operazioni, da quelle semplici a quelle più complesse, sia per garantire un patrimonio affinché non venga aggredito da terzi, sempre nel rispetto delle norme… Perché poi la Pubblica amministrazione è sempre a conoscenza di quello che la Fiduciaria amministra, dal momento che dobbiamo noi stessi fare comunicazioni ad hoc. Un altro servizio è tutelare i beni assumendo la carica di trustee nei trust, che sono strumenti di natura anglosassone ormai in uso anche in Italia. Il trust permette al proprietario di spossessarsi dei beni per un progetto ben definito in un atto pubblico fatto da un notaio a favore di terzi, solitamente i discendenti. E così la Fiduciaria amministra questi beni assumendo la carica di fiduciario trustee”.

La Fiduciaria Marche, che alle spalle ben mezzo secolo di attività, si distingue a livello nazionale per moltissimi risultati raggiunti. Ce li può esporre velocemente

“La Fiduciaria Marche nasce nel 1972. Io la amministro dal 1983 quindi sono 40 anni, insieme con un Consiglio di amministrazione composto da un socio fondatore vicino ai 90 anni! Ma c’è anche uno molto giovane che segue la parte dell’attività finanziaria. La Fiduciaria nasce come società per rappresentare soci in strutture societarie, quindi quote srl e società per azioni. Il nostro ruolo si è sviluppato perché la Pubblica amministrazione, nella figura del Ministero dell’economia e delle finanze, ha incaricato tutto il comparto fiduciario di assumere il ruolo di sostituto di imposta.
Questo significa che praticamente per certe attività noi operiamo come sostituto di impo- sta soprattutto per i beni detenuti all’estero che pertanto non dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi”.

Che vuol dire sostituto d’imposta

“La Fiduciaria si sostituisce al privato intestandosi capitali all’estero per conto dei clienti. Per loro fa la comunicazione al fisco, quindi il monitoraggio fiscale. Alla fine nulla deve indicare il dichiarante nella dichiarazione dei redditi, il che si traduce in riservatezza assoluta ma perfettamente legale. Il privato non fa i calcoli fiscali ma li fa la Fiduciaria trattenendo imposte e versandole direttamente all’erario. Questo ci ha permesso di svilupparci molto, perché quando sono state introdotte norme, tipo lo scudo fiscale, per regolarizzare i capitali all’estero, il ruolo delle Fiduciarie è diventato determinante. A questo punto siamo cresciuti tanto. Da una massa fiduciaria che amministravamo di 20, 30 milioni siamo arrivati a 400 in pochissimo tempo. Ovviamente la struttura si è evoluta, è passata da una persona part time a 6 dipendenti, tutti professionisti

E per quanto riguarda i trust?

“Noi seguiamo circa 20 trust in questo momento. Siamo al livello di certe strutture fiduciarie bancarie molto grandi, che si collocano nel cuore della finanza italiana come Milano. Alcuni trust sono serviti come nel caso di Casa Verdi, a semplificare ed assicurare la volontà benefica del mecenate, la successione testamentaria dei beni e il trasferimento di somme nella massima correttezza e trasparenza”.

La Fiduciaria Marche ha anche una grande attenzione alla Legge del Dopo di noi. Da cosa nasce questo interesse?

“Siamo molto sensibili e attenti al sociale, finanziamo con le nostre risorse anche delle strutture che fanno volontariato, assistenza e così via. La Legge Dopo di noi, che appunto mira ad assistere e tutelare i disabili, ci riguarda perché è una legge che parla di affidamenti fiduciari, cosa che in Italia non esiste: l’unica legge che parla di trust è la disciplina fiscale! Essendo il trust di origine anglosassone non c’è una legge al riguardo in Italia ma c’è un riconoscimento dei trustee costituiti in Italia applicando una legge estera. La Legge del Dopo di noi prevedeva all’inizio dei trustee e quindi ci ha interessato da subito. Ci siamo occupati di questa norma, ma devo dire che è di difficile applicazione. Intanto è rivolta alla famiglia che – avendo un disabile – decide di affidare le proprie risorse a un trustee. Occorre infine che ci sia una struttura sanitaria che si occupi della persona disabile in questione, dal punto di vista medico assistenziale o di lungodegenza. Noi, in base alle somme lasciate a disposizione dalla famiglia, ci attiviamo come trustee per pagare le rette degli istituti oppure le cure o ancora tutto quello che è necessario, ovviamente nei limiti di quello che è stato lasciato”.

In conclusione quali sono le riflessioni da tenere a mente quando si parla di una Fiduciaria?

“Utilizzare una Fiduciaria o un trustee serve per meglio proteggere il proprio capitale, anche in vista di passaggi generazionali, oppure per cercare di tenere riservate certe operazioni economiche e finanziarie delicate, non darle in pasto al pubblico. Serve anche per mantenere compatto un proprio patrimonio, degli immobili, attività, opere d’arte o beni. Queste sono tutte operazioni che vengono fatte tramite la Fiduciaria.
Una prossima operazione molto interessante, riguarda – come nel caso di quanto già avvenuto per la Casa di riposo “G. Verdi” di Milano per musicisti – il trasferimento di una donazione per l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Stiamo organizzando un evento per l’occasione, dedicato ai bambini che stanno purtroppo lì per fare delle cure.

Anche in questo caso l’amministrazione dell’ospedale è grata per il gesto di beneficenza e di sostegno destinato a migliorare la strutture e l’assistenza: Infatti quest’operazione garantisce loro una somma X – che non dico per questioni di privacy – tutti gli anni. E queste sono tutte operazioni che tramite le Fiduciarie possono aiutare chi ha bisogno, quindi diciamo che attraverso di noi si possono fare cose belle e importanti nei confronti di chi è più sfortunato”.

Fiduciaria Marche ed Economia Reale, binomio vincente per chi investe

C’è una notizia importante per chi investe capitali sul fronte dell’Economia e della Finanza. Soprattutto per il sostegno finanziario e gli investimenti per lo sviluppo delle start up e delle piccole e medie imprese, anche quelle impegnate a far crescere la silver economy, settore in rapido sviluppo. Fiduciaria Marche stringe la mano ad Azimut ed offre una imperdibile opportunità per i suoi clienti investitori a livello italiano e internazionale, arricchendo così la qualità ed il numero dei suoi valenti partner finanziari.
Da tempo la crescita di Fiduciaria Marche, che ha raddoppiato negli ultimi anni il capitale amministrato, impone orizzonti più ampi e diverse opportunità di impiego degli stessi. Una crescita sul territorio e per il territorio.
La vasta clientela di investitori infatti, siano essi privati, enti, aziende e società, cercano sempre più nuovi stimoli e profitti sicuri e trasparenti. Ma se i mercati nazionali ed internazionali in questo momento stanno aspettando tempi migliori e rassicuranti, c’è un settore che non conosce sosta ed offre molte opportunità di sviluppo: l’Economia Reale.
Vale a dire investire in quelle Pmi, start up o brand che vanno bene e cercano investitori illuminati che spingano sull’acceleratore. Ecco allora che si presenta un interessante binomio con il Gruppo Azimut, leader nella consulenza finanziaria e nell’investment banking che garantisce serietà e affidabilità professionale. La proposta di diversificazione era attesa da tempo dalla clientela della Fiduciaria Marche che essendo una Fiduciaria di natura non bancaria, può ora avvalersi di un’estensione prestigiosa, foriera di sviluppi inaspettati proprio in tale settore.
E’ quello che mancava per rimanere leader sulle opportunità di investimento delle più importanti piazze affari europee, da Montecarlo a San Marino, alla Svizzera, Lussemburgo e Londra.
Con la consueta formula di riservatezza, legalità, trasparenza, essendo sempre presente la supervisione Mimit e Bankitalia.
“La nostra proposta è gradita alla clientela che vuole amministrare al meglio i capitali e i patrimoni che ci affidano ed il nuovo mandato fiduciario con Azimut amplia e diversifica questa visione – ha commentato l’Ad di Fiduciaria Marche, Federico Barbieri – La via intrapresa costituisce una novità molto positiva ed è resa possibile dalla nostra crescita sui mercati internazionali e dall’elevato standing di cui gode Azimut”.
“Investire in Economia Reale al fianco di molte imprese non solo locali, giovani e vigorose, con trend di sviluppo positivi anche se di più lungo periodo, permette di aggiornare periodicamente i profitti, controllarli direttamente e non cedere nulla alle influenze che le inevitabili crisi possono causare sulle principali piazze dove operiamo” ha aggiunto il Presidente Valerio Vico.

Capire la Silver economy è una necessità

Ad oggi rispetto alle aspettative che la legge sul riordino del nostro sistema sociosanitario e assistenziale ha suscitato, non sembrano esserci per gli anziani risposte efficaci e innovative. Non tanto e non solo per la salute e la longevità attiva quanto per tutto ciò che attiene alla Silver Economy.

A fronte del progressivo e veloce invecchiamento della popolazione infatti dobbiamo prima di tutto imparare a considerare la terza età non come un “peso” per le risorse pubbliche, bensì come un’opportunità in termini di crescita e di investimenti per il Paese.

Le esigenze della terza età 65 possono e devono essere trasformate in ricadute positive per le attività produttive e i servizi loro dedicati.

Ma se sappiamo per certo che chi lavora per la terza età appartiene ad una rara fetta del personale sanitario che mostra carenze sia di livello medico che infermieristico, per non parlare degli operatori sociosanitari (Oss), quasi introvabili e attratti più che altro dagli stipendi molto più alti di altri Paesi europei che non sono l’Italia, dove abbiamo un inconsapevole ignoranza e pochissime certezze è su chi lavora e produce davvero per la terza età. Ossia per far crescere quella Silver Economy di cui tanto si parla.

Rispetto ai nostri nonni, oggi gli anziani sono più longevi, attivi, in salute, hanno una migliore preparazione scolastica.

Ed ecco, quindi, che sono tanti gli ambiti in cui la cosiddetta Silver Economy può riservare occasioni di nuova imprenditoria e di nuova occupazione per soddisfare le attese degli over 65 e migliorarne la qualità della vita: mi riferisco, ad esempio, alla domanda di mobilità, di sicurezza, di alimentazione, di offerta culturale e di turismo.

Non basta. Sono i nostri nonni che in Italia contribuiscono a legare la famiglia, a fare la spesa, a cucinare, a tenere i nipotini quando i genitori lavorano, che educano i piccoli, li accompagnano e li vanno a prendere a scuola.

Per la terza età, è sicuro, non ci sono prodotti specifici nei supermercati. Ci sono prodotti, anzi scaffali interi per i bambini, l’igiene della donna, chi fa sport, chi mangia vegano, chi ha i capelli rossi oppure prende il sole. Per chi ha un gatto e chi un cane. Ma per gli anziani, nulla di particolare, di dedicato, nessuna attenzione.
Eppure qualcosa si muove.

E più velocemente di quanto si pensi. Altrimenti non si spiegherebbe come mai la Silver Economy cresca così tanto, almeno in alcuni settori chiave.

La domotica, la mobilitazione dell’anziano, il suo monitoraggio digitale, il cohousing sociale, i dispositivi medici, solo per fare un esempio.

Tanto che un intero settore di Confindustria è diventato Confindustria Dispositivi Medici.

Tanto che un istituto economico e finanziario importante come Fiduciaria Marche che si occupa della gestione di capitali, della loro tutela e salvaguardia, ha iniziato a occuparsi proprio di Silver Economy.

E lo ha fatto con il Mandato Silver di cui abbiamo molto parlato nei numeri scorsi, presentato dall’avv. Accinni di Milano al convegno di Anaste e Senzaetà di Roma, dal titolo “Senior Economy Open Days”, dove la Fiduciaria Marche è stata protagonista.

Ma è intenzione della Fiduciaria Marche, abbiamo scoperto, non fermarsi qui.

Per esempio sono previsti a breve altre iniziative importanti nel settore della diversificazione degli investimenti della clientela, dove, guarda caso, si tratterà, con competenza e professionalità, nella consueta cornice di riservatezza, legalità e trasparenza, di Economia reale, vale a dire del sostegno a quelle piccole e medie imprese che si stanno comportando bene sul territorio e costituiscono il nerbo della nuova economia, quella sana. Non sarà un caso se fra queste, la maggioranza, appartiene proprio alla Silver Economy.

A Samarcanda opportunità di sviluppo

La Fiduciaria Marche ha partecipato all’evento in Uzbekistan “International Conference on food safety” che si è tenuto a Samarcanda, millenaria città della Via della Seta, il 7/8 settembre scorso, alla presenza di più di 22 ministri dell’Agricoltura di tutto il mondo.

In tale occasione era presente anche il ministro italiano Francesco Lollobrigida mentre per la Fiduciaria Marche, invitato dal ministero uzbeko, c’era l’Amministratore delegato Federico Barbieri.

Nella seconda giornata una serie di workshop face to face ha visto proficui scambi e nuove relazioni fra imprenditori, aziende e società internazionali, tutti interessati ad espandere opportunità di affari e lavoro in un Paese che sta registrando grandi passi avanti sulla via dello sviluppo e che da anni, godendo di una condizione di indipendenza economica, finanziaria e politica, offre possibilità di crescita anche alle imprese italiane che mostrano ambizione in ambito internazionale.