Dopo di noi, truste donazioni: il ruolo prezioso di una Fiduciaria

Un aspetto che vogliamo sottolineare nell’ambito della Silver Economy, riguarda quelle istituzioni, che si occupano di economia e finanza con un occhio al Sociale, alla Famiglia, alle pratiche di successione a beneficio e tutela di chi ha disabilità e non è autosufficiente. Ebbene, Senzaetà da tempo segue l’attività della Fiduciaria Marche che in questo ambito sta crescendo molto… Nell’anno infatti in cui festeggia un anniversario importante come i 50 anni dalla fondazione, la Fiduciaria Marche ha ribadito Il suo delicato ruolo istituzionale concernente la legge sul Dopo di Noi, dove è garante nell’assicurare le volontà di assistenza e cura dei suoi clienti, nei confronti dei figli o parenti disabili, nel momento della successione e riassegnazione dei beni familiari.

Quasi un suggello alle volontà testamentarie di mantenimento delle cure e dell’assistenza di chi è fragile e rimane solo. La Fiduciaria Marche da tempo si occupa di questo, oltre alla consueta “tutela” fiduciaria nelle successioni, siano esse familiari o aziendali. Un esempio per tutti, quanto fatto dalla Fiduciaria Marche per assicurare alla casa di riposo Giuseppe Verdi, nel cuore di Milano, voluta dal musicista in persona, il corretto versamento del lascito in beneficenza del tenore mecenate Giampiero Mastromei. Un’operazione all’insegna della creazione di un trust internazionale che ha posto un sigillo di sicurezza ed efficacia a tutto vantaggio di Casa Verdi. Ma per capire bene che fa e che cos’è la Fiduciaria Marche, ospitiamo questa intervista al suo Presidente Dott. Valerio Vico, pubblicata dalla testata giornalistica Italia Informa.

Qual è il ruolo di una Fiduciaria?

“Il ruolo di una Fiduciaria è quello di tutelare e proteggere patrimoni di terzi, in base a una legge molto vecchia del 1939. Sia per essere ben tutelati e assistiti nelle operazioni, da quelle semplici a quelle più complesse, sia per garantire un patrimonio affinché non venga aggredito da terzi, sempre nel rispetto delle norme… Perché poi la Pubblica amministrazione è sempre a conoscenza di quello che la Fiduciaria amministra, dal momento che dobbiamo noi stessi fare comunicazioni ad hoc. Un altro servizio è tutelare i beni assumendo la carica di trustee nei trust, che sono strumenti di natura anglosassone ormai in uso anche in Italia. Il trust permette al proprietario di spossessarsi dei beni per un progetto ben definito in un atto pubblico fatto da un notaio a favore di terzi, solitamente i discendenti. E così la Fiduciaria amministra questi beni assumendo la carica di fiduciario trustee”.

La Fiduciaria Marche, che alle spalle ben mezzo secolo di attività, si distingue a livello nazionale per moltissimi risultati raggiunti. Ce li può esporre velocemente

“La Fiduciaria Marche nasce nel 1972. Io la amministro dal 1983 quindi sono 40 anni, insieme con un Consiglio di amministrazione composto da un socio fondatore vicino ai 90 anni! Ma c’è anche uno molto giovane che segue la parte dell’attività finanziaria. La Fiduciaria nasce come società per rappresentare soci in strutture societarie, quindi quote srl e società per azioni. Il nostro ruolo si è sviluppato perché la Pubblica amministrazione, nella figura del Ministero dell’economia e delle finanze, ha incaricato tutto il comparto fiduciario di assumere il ruolo di sostituto di imposta.
Questo significa che praticamente per certe attività noi operiamo come sostituto di impo- sta soprattutto per i beni detenuti all’estero che pertanto non dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi”.

Che vuol dire sostituto d’imposta

“La Fiduciaria si sostituisce al privato intestandosi capitali all’estero per conto dei clienti. Per loro fa la comunicazione al fisco, quindi il monitoraggio fiscale. Alla fine nulla deve indicare il dichiarante nella dichiarazione dei redditi, il che si traduce in riservatezza assoluta ma perfettamente legale. Il privato non fa i calcoli fiscali ma li fa la Fiduciaria trattenendo imposte e versandole direttamente all’erario. Questo ci ha permesso di svilupparci molto, perché quando sono state introdotte norme, tipo lo scudo fiscale, per regolarizzare i capitali all’estero, il ruolo delle Fiduciarie è diventato determinante. A questo punto siamo cresciuti tanto. Da una massa fiduciaria che amministravamo di 20, 30 milioni siamo arrivati a 400 in pochissimo tempo. Ovviamente la struttura si è evoluta, è passata da una persona part time a 6 dipendenti, tutti professionisti

E per quanto riguarda i trust?

“Noi seguiamo circa 20 trust in questo momento. Siamo al livello di certe strutture fiduciarie bancarie molto grandi, che si collocano nel cuore della finanza italiana come Milano. Alcuni trust sono serviti come nel caso di Casa Verdi, a semplificare ed assicurare la volontà benefica del mecenate, la successione testamentaria dei beni e il trasferimento di somme nella massima correttezza e trasparenza”.

La Fiduciaria Marche ha anche una grande attenzione alla Legge del Dopo di noi. Da cosa nasce questo interesse?

“Siamo molto sensibili e attenti al sociale, finanziamo con le nostre risorse anche delle strutture che fanno volontariato, assistenza e così via. La Legge Dopo di noi, che appunto mira ad assistere e tutelare i disabili, ci riguarda perché è una legge che parla di affidamenti fiduciari, cosa che in Italia non esiste: l’unica legge che parla di trust è la disciplina fiscale! Essendo il trust di origine anglosassone non c’è una legge al riguardo in Italia ma c’è un riconoscimento dei trustee costituiti in Italia applicando una legge estera. La Legge del Dopo di noi prevedeva all’inizio dei trustee e quindi ci ha interessato da subito. Ci siamo occupati di questa norma, ma devo dire che è di difficile applicazione. Intanto è rivolta alla famiglia che – avendo un disabile – decide di affidare le proprie risorse a un trustee. Occorre infine che ci sia una struttura sanitaria che si occupi della persona disabile in questione, dal punto di vista medico assistenziale o di lungodegenza. Noi, in base alle somme lasciate a disposizione dalla famiglia, ci attiviamo come trustee per pagare le rette degli istituti oppure le cure o ancora tutto quello che è necessario, ovviamente nei limiti di quello che è stato lasciato”.

In conclusione quali sono le riflessioni da tenere a mente quando si parla di una Fiduciaria?

“Utilizzare una Fiduciaria o un trustee serve per meglio proteggere il proprio capitale, anche in vista di passaggi generazionali, oppure per cercare di tenere riservate certe operazioni economiche e finanziarie delicate, non darle in pasto al pubblico. Serve anche per mantenere compatto un proprio patrimonio, degli immobili, attività, opere d’arte o beni. Queste sono tutte operazioni che vengono fatte tramite la Fiduciaria.
Una prossima operazione molto interessante, riguarda – come nel caso di quanto già avvenuto per la Casa di riposo “G. Verdi” di Milano per musicisti – il trasferimento di una donazione per l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Stiamo organizzando un evento per l’occasione, dedicato ai bambini che stanno purtroppo lì per fare delle cure.

Anche in questo caso l’amministrazione dell’ospedale è grata per il gesto di beneficenza e di sostegno destinato a migliorare la strutture e l’assistenza: Infatti quest’operazione garantisce loro una somma X – che non dico per questioni di privacy – tutti gli anni. E queste sono tutte operazioni che tramite le Fiduciarie possono aiutare chi ha bisogno, quindi diciamo che attraverso di noi si possono fare cose belle e importanti nei confronti di chi è più sfortunato”.

Fiduciaria Marche ed Economia Reale, binomio vincente per chi investe

C’è una notizia importante per chi investe capitali sul fronte dell’Economia e della Finanza. Soprattutto per il sostegno finanziario e gli investimenti per lo sviluppo delle start up e delle piccole e medie imprese, anche quelle impegnate a far crescere la silver economy, settore in rapido sviluppo. Fiduciaria Marche stringe la mano ad Azimut ed offre una imperdibile opportunità per i suoi clienti investitori a livello italiano e internazionale, arricchendo così la qualità ed il numero dei suoi valenti partner finanziari.
Da tempo la crescita di Fiduciaria Marche, che ha raddoppiato negli ultimi anni il capitale amministrato, impone orizzonti più ampi e diverse opportunità di impiego degli stessi. Una crescita sul territorio e per il territorio.
La vasta clientela di investitori infatti, siano essi privati, enti, aziende e società, cercano sempre più nuovi stimoli e profitti sicuri e trasparenti. Ma se i mercati nazionali ed internazionali in questo momento stanno aspettando tempi migliori e rassicuranti, c’è un settore che non conosce sosta ed offre molte opportunità di sviluppo: l’Economia Reale.
Vale a dire investire in quelle Pmi, start up o brand che vanno bene e cercano investitori illuminati che spingano sull’acceleratore. Ecco allora che si presenta un interessante binomio con il Gruppo Azimut, leader nella consulenza finanziaria e nell’investment banking che garantisce serietà e affidabilità professionale. La proposta di diversificazione era attesa da tempo dalla clientela della Fiduciaria Marche che essendo una Fiduciaria di natura non bancaria, può ora avvalersi di un’estensione prestigiosa, foriera di sviluppi inaspettati proprio in tale settore.
E’ quello che mancava per rimanere leader sulle opportunità di investimento delle più importanti piazze affari europee, da Montecarlo a San Marino, alla Svizzera, Lussemburgo e Londra.
Con la consueta formula di riservatezza, legalità, trasparenza, essendo sempre presente la supervisione Mimit e Bankitalia.
“La nostra proposta è gradita alla clientela che vuole amministrare al meglio i capitali e i patrimoni che ci affidano ed il nuovo mandato fiduciario con Azimut amplia e diversifica questa visione – ha commentato l’Ad di Fiduciaria Marche, Federico Barbieri – La via intrapresa costituisce una novità molto positiva ed è resa possibile dalla nostra crescita sui mercati internazionali e dall’elevato standing di cui gode Azimut”.
“Investire in Economia Reale al fianco di molte imprese non solo locali, giovani e vigorose, con trend di sviluppo positivi anche se di più lungo periodo, permette di aggiornare periodicamente i profitti, controllarli direttamente e non cedere nulla alle influenze che le inevitabili crisi possono causare sulle principali piazze dove operiamo” ha aggiunto il Presidente Valerio Vico.

Capire la Silver economy è una necessità

Ad oggi rispetto alle aspettative che la legge sul riordino del nostro sistema sociosanitario e assistenziale ha suscitato, non sembrano esserci per gli anziani risposte efficaci e innovative. Non tanto e non solo per la salute e la longevità attiva quanto per tutto ciò che attiene alla Silver Economy.

A fronte del progressivo e veloce invecchiamento della popolazione infatti dobbiamo prima di tutto imparare a considerare la terza età non come un “peso” per le risorse pubbliche, bensì come un’opportunità in termini di crescita e di investimenti per il Paese.

Le esigenze della terza età 65 possono e devono essere trasformate in ricadute positive per le attività produttive e i servizi loro dedicati.

Ma se sappiamo per certo che chi lavora per la terza età appartiene ad una rara fetta del personale sanitario che mostra carenze sia di livello medico che infermieristico, per non parlare degli operatori sociosanitari (Oss), quasi introvabili e attratti più che altro dagli stipendi molto più alti di altri Paesi europei che non sono l’Italia, dove abbiamo un inconsapevole ignoranza e pochissime certezze è su chi lavora e produce davvero per la terza età. Ossia per far crescere quella Silver Economy di cui tanto si parla.

Rispetto ai nostri nonni, oggi gli anziani sono più longevi, attivi, in salute, hanno una migliore preparazione scolastica.

Ed ecco, quindi, che sono tanti gli ambiti in cui la cosiddetta Silver Economy può riservare occasioni di nuova imprenditoria e di nuova occupazione per soddisfare le attese degli over 65 e migliorarne la qualità della vita: mi riferisco, ad esempio, alla domanda di mobilità, di sicurezza, di alimentazione, di offerta culturale e di turismo.

Non basta. Sono i nostri nonni che in Italia contribuiscono a legare la famiglia, a fare la spesa, a cucinare, a tenere i nipotini quando i genitori lavorano, che educano i piccoli, li accompagnano e li vanno a prendere a scuola.

Per la terza età, è sicuro, non ci sono prodotti specifici nei supermercati. Ci sono prodotti, anzi scaffali interi per i bambini, l’igiene della donna, chi fa sport, chi mangia vegano, chi ha i capelli rossi oppure prende il sole. Per chi ha un gatto e chi un cane. Ma per gli anziani, nulla di particolare, di dedicato, nessuna attenzione.
Eppure qualcosa si muove.

E più velocemente di quanto si pensi. Altrimenti non si spiegherebbe come mai la Silver Economy cresca così tanto, almeno in alcuni settori chiave.

La domotica, la mobilitazione dell’anziano, il suo monitoraggio digitale, il cohousing sociale, i dispositivi medici, solo per fare un esempio.

Tanto che un intero settore di Confindustria è diventato Confindustria Dispositivi Medici.

Tanto che un istituto economico e finanziario importante come Fiduciaria Marche che si occupa della gestione di capitali, della loro tutela e salvaguardia, ha iniziato a occuparsi proprio di Silver Economy.

E lo ha fatto con il Mandato Silver di cui abbiamo molto parlato nei numeri scorsi, presentato dall’avv. Accinni di Milano al convegno di Anaste e Senzaetà di Roma, dal titolo “Senior Economy Open Days”, dove la Fiduciaria Marche è stata protagonista.

Ma è intenzione della Fiduciaria Marche, abbiamo scoperto, non fermarsi qui.

Per esempio sono previsti a breve altre iniziative importanti nel settore della diversificazione degli investimenti della clientela, dove, guarda caso, si tratterà, con competenza e professionalità, nella consueta cornice di riservatezza, legalità e trasparenza, di Economia reale, vale a dire del sostegno a quelle piccole e medie imprese che si stanno comportando bene sul territorio e costituiscono il nerbo della nuova economia, quella sana. Non sarà un caso se fra queste, la maggioranza, appartiene proprio alla Silver Economy.

Dopo di noi, una legge lenta a partire

È la 112 del 22 giugno 2016, per assistere le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare: ne ha rivelato luci e ombre il convegno a Roma “Come prendersi cura dei patrimoni – Il ruolo delle società fiduciarie nel Dopo di noi”, fortemente voluto da Fiduciaria Marche

Nella prestigiosa aula dei gruppi parlamentari, alla Camera dei Deputati, si è svolto l’11 maggio l’evento “Come prendersi cura dei patrimoni – Il ruolo delle società fiduciarie nel dopo di noi”. E proprio la cosiddetta legge del Dopo di Noi è stata al centro di un dibattito partecipato, davanti a un pubblico attento e coinvolto.

L’incontro, su iniziativa dell’on. Luca Squeri, segretario della X commissione della Camera (attività produttive, commercio e turismo), è stato organizzato da Fiduciaria Marche, in collaborazione con Federcontribuenti e Anffas (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo).

Tante debolezze normative

Fin dai primi interventi, si sono sottolineate le (poche) luci e le (tante) ombre della Legge 112 del 22 giugno 2016, relativa a “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, meglio conosciuta però come “Dopo di Noi”. 

L’evento è iniziato con alcune relazioni “tecniche”, in cui vari esperti hanno spiegato in maniera chiara e approfondita l’argomento, la Legge del Dopo di Noi, definita da più parti una legge “zoppa”, lenta, piena di “debolezze” normative. Fabio Marchetti, presidente di AssoFiduciaria, l’ha definita ad esempio come un “figlio non compiuto”, mentre Emilio Rota, presidente della Fondazione Durante e Dopo di noi, ha sottolineato che dovrebbe mettere a centro la persona, migliorandone la qualità di vita anche con interventi tipo domotica, montascale, in una importante visione biopsicosociale.

Per tutto questo, dunque, va stimolato l’apporto istituzionale.

Stimolare le istituzioni

Nel corso dell’incontro, è stata letta una missiva del giurista Lorenzo d’Avack, del Comitato Nazionale di Bioetica: ha voluto attenzionare il Dopo di Noi anche in famiglie non tradizionali, elemento non affrontato dalla legge e di cui ci si deve far carico.

In molti si sono soffermati sulla figura del “Trustee”, presente nella legge: una figura ancora sconosciuta ai più per quanto riguarda le sue potenzialità. E qui entra da protagonista la Fiduciaria Marche. Sia sotto forma di persona fisica sia sotto forma di società fiduciaria, è suo il ruolo di gestire i beni del patrimonio di un soggetto con grave disabilità, così da garantirgli una vita dignitosa quando i genitori non ci saranno più. Ne ha parlato l’avv. Valentina Ottani Sconza che ha affrontato pure il ruolo del cosiddetto “guardiano”, il cui scopo è controllare affinché il Trustee rispetti le indicazioni del “disponente” (la famiglia) nei confronti del “beneficiario” (il figlio disabile). Importante: il Trustee diventa proprietario dei beni, ma con un effetto segregativo, nel senso che non ne può disporre a piacimento, perché, anche con investimenti/disinvestimenti, suo obiettivo è quello di ottenere vantaggi unicamente per il beneficiario.

Essenziale la rete di protezione

Ovviamente, serve poi una vera e propria “rete di protezione” che coinvolga una serie di professionisti (al di là del Trustee) di varie competenze (assistenti sociali, medici, familiari, psicologi, associazioni…) per assistere/aiutare la persona fragile.

In tal senso si è anche espresso Valerio Vico, presidente di Fiduciaria Marche e l’AD Federico Barbieri che ha parlato di una “legge bella” nelle intenzioni ma che ha bisogno di strumenti migliorativi per essere davvero operativa. Per la Fiduciaria Marche inoltre – nell’intervento del dott. Francesco De Benedetto – è importante che il Trustee unisca in armonia le due capacità, gestione e amministrazione del patrimonio.

All’insegna della polemica (costruttiva) le parole di Paolo de Zorzi della Federcontribuenti, che ha disegnato la legge sul Dopo di Noi come “un contenitore di senso ancora non adeguatamente riempito”, con l’implementazione di diverse esigenze fiscali ad hoc. Infine, chiara l’esortazione alle istituzioni: censire il numero di persone disabili che potrebbero essere interessate dalla Legge del Dopo di Noi, per “misurare l’urgenza di un provvedimento del genere”.

Senza dimenticare l’emozione

Decisamente emozionanti, gli interventi di Maria Gariup, presidente Alis del Friuli Venezia Giulia (associazione che si occupa di disturbi dello spettro autistico) e di Romina Caruana, attrice, scrittrice, sceneggiatrice. Ma che soprattutto sono, rispettivamente, mamma di Alessio e sorella di Ivan, due ragazzi di varia età, 22 e 40 anni, che convivono con l’autismo.

Da loro, un invito intenso alle autorità, a fare presto nel rendere fruibile la legge del Dopo di Noi, di non lasciarla appunto “zoppicante”, ma fornirle ogni strumento per aiutare davvero i fragili e le relative famiglie, applicando la normativa nella sua totalità, con i giusti accorgimenti, e superando anche la grande disomogeneità che esiste tra le regioni. E chiedendo anche maggiore riguardo nel formare il personale che si dovrà occupare di queste persone vulnerabili che, al di là di burocrazie a superficialismi, devono portare avanti il loro progetto di vita, come tutti noi. Ancora una volta l’evento della Fiduciaria Marche ha fatto scaturire on line, sul web e molti altri canali un dibattito a sostegno delle tesi esposte, che ci auguriamo continuerà.

BITCOIN tassati: ma c’è la voluntary disclosure

Per le valute virtuali cambia tutto: chi sperava che si trattasse di una casistica esente da tassazione si sbagliava.

La Legge di bilancio 2023 disciplina il regime impositivo e di monitoraggio fiscale delle valute virtuali. Ma la Fiduciaria Marche, già esperta nella voluntary disclosure applicata a migliaia di casi negli scorsi anni (quando si è trattato di regolarizzare capitali detenuti all’estero), annuncia oggi che si potrà ripetere una voluntary disclosure anche nel caso delle criptovalute.

Questo in virtù del fatto che Fiduciaria Marche è un’istituzione riconosciuta legalmente dal Fisco italiano come soggetto sostituto d’imposta.

Cos’è successo?

L’articolo 23 della Costituzione prevede la riserva di legge in materia tributaria; tuttavia era impensabile che il principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) e di capacità contributiva (art. 53) potessero escludere da tassazione capitali di fatto, anche se “virtuali”…

Inoltre il nuovo Ddl sembra assecondare le tesi dell’ufficio proponendo una ipotesi di regolarizzazione delle valute virtuali detenute al 31 dicembre 2021.

Nell’articolo 33 del Ddl si legge: “I soggetti tenuti alla compilazione del quadro RW che non hanno indicato nella propria dichiarazione annuale dei redditi le cripto-attività detenute entro la data del 31 dicembre 2021, nonchè i redditi sulle stesse realizzati possono presentare una dichiarazione che sarà approvata con
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con la quale far emergere tali attività”.

Quindi, analogamente a quanto accaduto con la voluntary disclosure precedente, verrà emanato un apposito modello per aderire alla procedura di regolarizzazione.

Non vi sono elementi, dalla lettura del primo comma, per escludere che la procedura sia ammessa anche in presenza di dichiarazione omessa.

Di sicuro la procedura è ammessa se vi è contestuale violazione del monitoraggio fiscale e omessa dichiarazione dei redditi connessi alle criptovalute.

Si deve valutare cosa accada se i redditi siano stati dichiarati oppure erano assenti ma è mancato il quadro RW. La Fiduciaria Marche lo sa, ha analizzato le varie casistiche anche se la previsione non è chiarissima in quanto consente la regolarizzazione del quadro RW per i soggetti che non hanno realizzato redditi, senza prevedere espressamente il caso, invero non frequente, del soggetto che ha realizzato redditi e li ha dichiarati, omettendo solo il quadro RW.

I soggetti che hanno omesso il quadro RW e non hanno dichiarato i redditi rientrano nel comma 3 secondo cui si applica, oltre alla sanzione dello 0,5 per cento per ciascun anno, l’ulteriore pagamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 3,5 per cento del valore delle medesime attività “virtuali” detenute al termine di ogni anno o al momento del realizzo.

Ma da quale anno si parte, atteso che le criptovalute hanno fatto la loro comparsa nel modello Redditi 2019 per il 2018?

Escludendo l’idea che le criptovalute siano considerate “investimenti di natura paradisia- ca”, le annualità aperte dal 2023 o – per vederla come l’Agenzia – dal 27 marzo 2023, sono quelle a partire dal 2017 per quanto riguarda il quadro RW, mentre per i redditi, in ipotesi di dichiarazione omessa, è aperta ancora anche l’annualità 2016!

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate disciplinerà termini e modalità del versamento. La norma non prevede alcuna copertura penale.

Anzi, il comma 5 stabilisce che: “Fermo restando la dimostrazione della liceità della provenienza delle somme investite, la regolarizzazione produce effetti esclusivamente sui redditi relativi alle attività di cui al comma 1 e sulla non applicazione delle sanzioni” relative al monitoraggio fiscale.

Angelini, perché non ha funzionato il Patto di famiglia

E’ balzata agli onori della cronaca la storia personale e aziendale di Francesco Angelini junior, il diretto discendente dell’imprenditore “illuminato”, il capostipite Francesco Angelini, marchigiano di Rotella, fondatore dell’omonima casa farmaceutica che inventò negli stabilimenti storici di Ancona, la tachipirina.

Francesco senior, fondò un colosso industriale solido, lo lanciò a livello nazionale e internazionale partendo dalla distribuzione locale nella piccola farmacia de La Salute, nel rione Palombella.

Era un imprenditore ed un uomo politico molto capace, fu anche sindaco di Ancona della Ricostruzione, nel dopoguerra.

Ora la sua discendenza litigando per la gestione dell’Azienda e per l’eredità, rischia grosso ed è al centro di cronache non certo edificanti.

Francesco Junior per cui è stata intentata causa di interdizione, soffre di una grave malattia neurodegenerativa. Ha problemi di memoria e fisici.

Sorella, figlie e parenti sono ricorsi a pratiche legali contenenti rivendicazioni di ogni natura, molto complesse ma il Tribunale non l’ha dichiarato “Incapace di intendere e di volere” La vicenda dunque si complica…

Ma basta davvero la malattia di un erede per gettare nel panico un’azienda così grande e strutturata?

Si è letto sulla stampa che è stato pensato un Patto di famiglia e un testamento per la successione, ma per far funzionare un passaggio generazionale, serve qualcosa di più…

Questa ne è la prova evidente.

In pratica, sarebbe servita la garanzia, la funzionalità, la sicurezza e la riservatezza di un mandato fiduciario.

Qualcosa di inoppugnabile, che rispetti e assicuri la volontà del disponente negli anni e tuteli anche in tale ottica i diritti riservati degli altri familiari, tanto che spesso tale tipo di mandato assume la connotazione di “Patto di Famiglia”.

Ma per farlo funzionare sul serio, per “blindarlo”, occorre che dietro ci sia la presenza di una Fiduciaria.

Per esempio la Fiduciaria Marche insieme al diretto interessato, su disposizione di questi, avrebbe cercato la migliore soluzione: un mandato irrevocabile.

Tale strumento offre la possibilità di mantenere il controllo e l’amministrazione dei beni, ancorchè gli stessi, attraverso precedente atto di donazione, siano stati trasferiti nella disponibilità dei futuri eredi.

Con il mandato irrevocabile il donatario, destinatario dei beni così trasferiti, pur rimanendo proprietario, conferisce al donante il potere di dare istruzioni alla Fiduciaria Marche in merito all’amministrazione degli stessi.

E ciò avviene anche per beni e capitali all’estero.

L’intestazione delle quote delle società di famiglia o delle attività finanziarie alla Fiduciaria Marche consente la gestione graduale del passaggio generazionale di titoli e poteri senza interferire nella vita della Società e senza visibilità verso terzi o verso il personale stesso.

A ciò si aggiunge, qualora il disponente voglia “allargare” l’ingerenza ai parenti, il riconoscimento di diritti e quote familiari.

Ciò, previa l’approvazione dell’intera famiglia: ma a trattare ed occuparsi di tutto non è il diretto interessato bensì la Fiduciaria stessa che così garantisce migliore garanzia di successo, più potere contrattuale senza farsi sorprendere e sormontare come spesso avviene nelle famiglie, da emozioni, affetti, dissapori e disarmonie parentali, com’è naturale.

Dal Trust Mastromei di Milano alle opere d’arte

Non si è ancora spenta l’eco della giornata milanese in cui La Fiduciaria Marche si è resa protagonista di un gesto di grande filantropia e mecenatismo nel campo dell’Arte e della Musica.

Una donazione resa possibile con l’istituzione del Trust Mastromei, dal nome del famoso tenore il cui nome risulta, per il suo generoso lascito, scolpito nella pietra fra i più illustri benefattori di Casa Verdi, la Casa di riposo per musicisti nel cuore di Milano.

Una Rsa voluta dal Maestro Verdi stesso che infatti trasformò e dedicò la sua casa – dove è custodito il mausoleo con la sua tomba – in sostegno ed assistenza ai musicisti anziani e bisognosi. Ora, grazie alla donazione curata dalla Fiduciaria Marche, Casa Verdi potrà potenziare i servizi e l’assistenza attraverso la manutenzione delle strutture e dell’impiantistica interna.

Ma negli ultimi tempi la Fiduciaria Marche ha dimostrato una poliedricità incedibile, spingendosi in terreni diversi e in comparti dell’economia e della finanza prima mai toccati.

Uno di questi, è l’Arte.

L’amministrazione, la valutazione e la trasmissione di opere d’arte, attraverso lo strumento del mandato fiduciario per esempio, è ormai materia fiduciaria e la Fiduciaria Marche ha acquisito nel tempo una importante esperienza di settore.

Le Opere d’arte sono infatti da annoverare nell’ambito dei beni rifugio, capitali anche di grande valore che appartengono a famiglie o imprese che tengono a valutarle, conservarle e trasmettere in eredità e atti di successione.

Ma la loro custodia, la regolarizzazione delle posizioni fiscali nel caso siano detenute all’estero, i rapporti con le banche e la fase delicatissima della valutazione per entrare nei mercati internazionali di compravendita di opere d’arte, richiedono la presenza e l’assistenza di esperti di livello.

La Fiduciaria Marche li ha e li mette a disposizione della clientela, avendo anche sviluppato esperienze su diverse piazze affari e mercati internazionali come Montecarlo, Svizzera, San Marino e Lussemburgo.

Ma parlavamo di poliedricità: come non citare l’impegno della Fiduciaria Marche, che lo scorso anno, presentando il bilancio, ha incrementato sia il numero di clienti che il capitale gestito (di ben il 63% in più) nell’ambito del “Dopo di Noi”, del passaggio generazionale delle aziende, dei Patti di Famiglia, dell’istituzione di Trust internazionali per la difesa e la protezione dei beni e dei patrimoni, in via del tutto legale e riservata…

Da ultimo, un servizio che fa molto piacere alla illustre clientela della Fiduciaria Marche, in tutta Italia e all’estero, è stata la possibilità di mettere a disposizione dei biglietti esclusivi per far entrare sul paddock lato pista dei circuiti sia della Formula 1 che del Gran Premio, Moto GP. Vivere la corsa da “dentro” è un’emozione per pochi, che la Fiduciaria rende possibile nonostante il “numero chiuso” dei posti disponibili.

Intanto – informano il presidente Valerio Vico e l’Amministratore delegato Federico Barbieri – sono in preparazione una serie di eventi senza precedenti nella storia della Fiduciaria Marche: un convegno alla Camera dei Deputati, dopo che al Senato si è parlato del mandato fiduciario e del trust lo scorso 18 marzo.

L’evento, presentato dal sen. Alberto Bagnai della Commissione Finanze con l’introduzione del sen. Paolo Arrigoni e del Presidente Assofiduciaria Fabio Marchetti, ha visto da una parte, illustrare benefici e vantaggi dei servizi che eroga una società fiduciaria, dall’altra il passaggio fondamentale, dal punto di vista economico e finanziario, dei nuovi strumenti come il Mandato fiduciario, il trust, l’amministrazione fiduciaria dei fondi speciali affidati, nella tutela dei patrimoni e nella amministrazione aziendale e societarie.

Il successo riscontrato anche nei media che ne hanno parlato a livello nazionale visti i relatori di scuola milanese (del calibro degli avv. Aleesandro Accinni e Andrea Vicari) scesi a Roma per il confronto istituzionale, testimonia che di tali temi occorre parlarne di più, purchè a questi livelli.

Altro argomento di cui sentiremo molto parlare è la presentazione a livello nazionale del primo ed esclusivo Mandato Silver introdotto dalla Fiduciaria Marche; infine entro il 2022 si svolgerà la celebrazione, con un convegno “storico che guarda al futuro” dell’anniversario dei 50 anni della costituzione della Fiduciaria Marche (1972).

Un bel calendario di impegni, per una nuova ricchissima stagione di eventi fra economia, finanza, mercati e… specifiche competenze, messe in campo con sapienza e lungimiranza.

Nuova sede a Roma per la Fiduciaria Marche

Nella foto l’amministratore delegato della Fiduciaria Marche Federico Barbieri, il presidente Valerio Vico e l’avv. Nicolò Giaccaglia nella sede di Roma

La Fiduciaria Marche ha inaugurato a Roma una nuova sede, sempre mantenendo quella centrale di Ancona, per poter seguire da vicino le pratiche finanziarie ed economiche dei clienti di prestigio anche sulla piazza romana, per collaborare più strettamente con le banche della capitale, con le Fondazioni e le Associazioni che operano sul Sociale e Terzo settore.

Inoltre, trovandosi a Roma, questa sede permetterà di mantenere un rapporto privilegiato e continuativo con il Ministero degli Affari Esteri (Mae) dove da tempo è stata aperta una partnership per la formazione e l’informazione del personale dipendente all’estero.

 “Il 2020 è un anno importante di svolta per la Fiduciaria Marche – ha detto il Presidente Valerio Vico – in cui intendiamo mettere a frutto quanto seminato negli ultimi anni: la sede a Roma, in via Bartolomeo Marliano 14, nell’elegante zona della Luiss Business School, resa possibile grazie alla collaborazione stretta con lo studio legale dell’avv. Nicolò Giaccaglia, arriva come una positiva nota di crescita fruttuosa per tutte le nostre attività, che vedono protagonisti sempre più clienti con interessi nazionali ed internazionali”.

Medici, responsabilità sociale e tutela del professionista: incontro a Roma

Sempre più nella società in cui viviamo, il medico – ogni medico – è calato nel suo ruolo per la responsabilità sociale che deriva dalla sua attività professionale. Diremmo addirittura: tanto più è un professionista quanto più è responsabile. In campo sanitario, il medico e tutti gli operatori sociosanitari sanno bene che cosa vuol dire, lo sanno per primi, in virtù proprio della loro professione. Ci sono corsi e approfondimenti, convegni e tavole rotonde per cui aggiornarsi in materia. Un obbligo preciso che non deve pesare, conoscendo dati e statistiche quelle siì pesanti, sui costi della responsabilità sociale del medico, spesso comparati anche ad altre nazioni europee.
In Italia non siamo all’avanguardia, addirittura anche il mondo assicurativo ha adottato un atteggiamento passivo.
Sarà il 30 novembre prossimo l’incontro di FIDUCIARIA MARCHE con l’ASSECE, l’Associazione Europea dei Chirurghi Estetici e la Fiduciaria Marche, dedicato a “La nuova responsabilità sanitaria e la tutela del professionista”.
Un dibattito che parte dalla responsabilità professionale del medico attraverso il confronto su criteri pratici, competenze e normativa, esperienze quotidiane e straordinarie. Fino alla tutela del professionista, della sua professionalità e del suo patrimonio.
Tale incontro potrà sembrare volitivo per la tanta “carne al fuoco” che tratta. Ce ne vorrebbero infatti di discussioni così, sia per quanto riguarda il peso sociale della responsabilità, sia per i danni cui il professionista è esposto, in tal caso il medico chirurgo estetico, dalla privacy a quelli patrimoniali, alla carriera, ecc. ecc.
Per questo, l’Assece ha chiesto il supporto della Fiduciaria Marche e dei suoi esperti consulenti
A Roma, alla Casa dell’Aviatore, il 30 novembre dalle ore 8.30, si parlerà infatti della legge Gelli-Bianco, delle coperture assicurative, degli strumenti di tutela, quali il trust e l’affidamento fiduciario.
La Fiduciaria Marche su questo apre un capitolo di consulenza specifica, non nuovo, ma dedicato a chi, come i medici chirurghi in genere e i chirurghi estetici e plastici nella fattispecie, possono intervenire – e intervengono spesso – non solo nella sfera fisica ed estetica personale, ma anche in quella sociale e psicologica. Con tutti i rischi che ne conseguono dai quali si può e si deve tutelarsi con largo anticipo, nell’interesse di tutti.

Alta finanza: mai senza partner esperto

Aperto nuovo canale finanziario a Montecarlo, oro diamanti: ecco cosa fa la Fiduciaria Marche

Tornano i beni rifugio come oro e diamanti? Pare proprio di sì. Nell’attuale delicata situazione internazionale di ricerca di sicurezza da parte degli investitori, stante un’economia volatile ed un disagio europeo che riguarda sia la valuta che il settore bancario, sempre più molti guardano ai mercati finanziari come risorsa e opportunità. Quindi ecco tornare l’interesse per i beni rifugio e le piazze affari strategiche come Montecarlo e Svizzera. Convergono infatti qui le strategie di investimenti diversificati per esempio in oro, diamanti e opere d’arte, conservate in caveau autorizzati. Ebbene c’è una notizia positiva: anche le Marche sono da ora in poi presenti su tali piazze affari. In particolare perché la Fiduciaria Marche, dopo San Marino e la Svizzera, ha aperto un canale privilegiato di rapporti bancari e finanziari proprio con Montecarlo!

Tutto inizia con un incontro di presentazione molto proficuo come presidente assieme ai vertici della Fiduciaria Marche, ossia Francesco De Benedetto, Federico Barbieri e Salvatore Rossi a Milano, alla presenza dei responsabili del più importante istituto bancario del principato monegasco. A dire il vero anche loro cercavano in Italia un partner con le nostre caratteristiche: siamo onorati che ci hanno scelto. Le Marche ne devono essere onorate: la Fiduciaria Marche ha moltiplicato il numero dei suoi clienti mandatari, la sua crescita, i contatti e le collaborazioni per entrare in una delle piazze affari più prestigiose del mondo per quanto riguarda non solo l’alta finanza e gli investimenti ma anche in genere il mercato economico ed aziendale internazionale.

Dopo i canali bancari e finanziari di Svizzera e San Marino, si concretizza così la collaborazione della Fiduciaria Marche con Montecarlo. A chi potrà tornare utile? Prima di tutto a chi desidera o ha bisogno di aprire conti correnti e avere entrature nel Principato, sia per mantenimento e gestione dei capitali, sia per nuovi investimenti, che per titoli e operazioni finanziarie in genere, compresi valori in pietre e metalli preziosi o opere d’arte, mercati notevoli su cui sono pochi gli operatori di livello internazionale.

La Fiduciaria Marche in sostanza rende possibile investimenti in piazze finanziarie estere e nei mercati di preziosi (oro, diamanti), facendo cogliere tali opportunità anche a piccoli investitori che da soli non riuscirebbero ad addentrarsi in un mercato finanziario così complesso. Inoltre in questo periodo caratterizzato da ansie e paure dove è facile cadere in scelte avventate e magari con artifizi poco legittimi, la Fiduciaria aiuta i soggetti ad utilizzare ogni lecito strumento per pianificare al meglio la propria situazione patrimoniale in una cornice di assoluta legalità con soluzioni ben ponderate ed adeguate alle situazioni familiari, diverse l’una dall’altra.

La Fiduciaria Marche ha al suo attivo un’esperienza quasi cinquantennale sia nella amministrazione e tutela dei patrimoni, sia nelle operazioni su mercati esteri, sia nella regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero (rientro di capitali) mediante voluntary disclosure o ravvedimenti operosi per cui ha seguìto centinaia di imprese, aziende di famiglia e professionisti nella perfetta osservanza della legalità, trasparenza e riservatezza assoluta.