Il nuovo contratto di affidamento fiduciario è strumento chiave per sostenere le persone con disabilità gravePensata per dare sostegno alle persone con disabilità grave nel momento in cui vengono a mancare i genitori, e per consentire loro di mantenere per quanto possibile la propria autonomia, la legge “Dopo di Noi”affida un ruolo importante alle società fiduciarie, in qualità di amministratrici e garanti del patrimonio che i genitori destinano al sostentamento del disabile.

Oltre a istitutire un fondo nazionale compartecipato da Regioni, enti locali e organismi del terzo settore, da utilizzare per progetti a sostegno dell’autonomia del disabile, il testo punta anche ad agevolare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze assicurative e la costituzione di trust e di fondi speciali in cui i beni siano sottoposti a vincolo di destinazione.

Proprio per disciplinare queste erogazoni, è stato introdotto il “contratto di affidamento fiduciario”. Ed è qui che entrano in gioco le società fiduciarie, indicate fra le entità giuridiche a cui genitori, parenti e non solo, possono affidare le risorse da amministrare e gestire nell’interesse del beneficiario – ovvero la persona disabile.
“Inizialmente il testo non prevedeva le fiduciarie tra i possibili gestori di questi patrimoni messi a disposizione dei disabili”, ricorda Valerio Vico, presidente di Fiduciaria Marche – tra le prime società fiduciarie costituite in Italia, nel 1972 – e membro del consiglio nazionale di Assofiduciaria.

Proprio Assofiduciaria, presieduta da Michele Cattaneo, ha fatto sentire la sua voce su questo aspetto e ha insistito affinché si potesse usare il contratto di affidamento fiduciario: significa, ha proseguito Vico, “che un affidante, quindi tendenzialmente un genitore, conferisce dei beni – attività finanziarie, immobili, liquidità ecc. – a un gestore affidatario, inquesto caso la fiduciaria, che poi li amministra a favore del beneficiario, ovvero il disabile. La fiduciaria per esempio può essere incaricata di utilizzare questi beni per pagare le cure, le rette delle istituzioni dove il disabile è assistito e così via”. In sostanza è un trust italiano, con la differenza – rispetto al trust vero e proprio,che deve rifarsi a una legge di origine anglosassone – che in questo caso la società fiduciaria opera in base a contratto di diritto italiano, sottoscritto di fronte a un notaio, che quindi unisce controllo, trasparenza e tutela.

Un altro aspetto importante della Legge sul Dopo di Noi è che il patrimonio dell’affidante rimane nettamente separato da quello della fiduciaria, andando a confluire in un fondo speciale costituito a favore del beneficiario. In sostanza, i beni vengono temporaneamente affidati ad un soggetto professionale che li gestisce fino alla fine della vita del disabile, per poi tornare nella disponibilità degli aventi diritto (in base a quanto indicato nell’atto istitutivo). Vale la pena segnalare infine le agevolazioni fiscali: per i beni destinati al sostentamento delle persone disabili non è prevista l’imposta sulle successioni e donazioni, così come ai trasferimenti di beni e diritti in favore di trust, vincoli di destinazione o fondi speciali, si applicano le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa e ridotta. Inoltre, è prevista l’esenzione dall’imposta di bollo per gli atti e i documenti posti in essere o richiesti dal trustee, dal fiduciario del fondo speciale o dal gestore del vincolo di destinazione.

“La sospensione d’imposta però è solo temporanea e viene meno alla morte del beneficiario”, ricorda Vico. “Noi per quel che riguarda la Fiduciaria Marche ci siamo già attivati per interessare il mondo socio sanitario locale, per esempio abbiamo avviato interessanti contatti con la Lega del Filo d’Oro, vicino ad Ancona”, ha aggiunto Vico. Abbiamo contatti con personaggi noti nel mondo sportivo, del calcio e di altri settori, interessati a fare delle donazioni. Ad oggi abbiamo già in cantiere cinque o sei operazioni.”

qui il pdf dell’articolo integrale uscito su ADvisor Private numero 6 del 2017 con l’intervista al Dott. Valerio Vico (AP6_pag48-49Advisor Private legge dopo di noi)

 

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