Come e perché investire in opere d’arte sia diventato facile, sicuro e… molto proficuo (purchè sotto la guida e il consiglio di un vero esperto) è quanto spiega il Presidente della Fiduciaria Marche, dott. Valerio Vico, ai microfoni dell’emittente televisiva TVRS.
Nell’intervista della trasmissione “Il CERCOARTE” della Fondazione Vincenzo Di Paolo, condotta dalla giornalista Sara Santacchi con il dott. Roberto Di Paolo, in onda sabato 24 aprile sul canale 11 alle ore 19.35, l’interlocutore in questione è proprio la Fiduciaria Marche!
Il presidente Vico spiega infatti che in un periodo come questo, quando la crisi si fa sentire, chi può e vuole investire i propri risparmi cerca oggi beni rifugio sicuri e di facile controllo. Ma il mercato immobiliare è in discesa mentre altri beni, come oro, diamanti, gioielli o monete, sono di difficile accesso e valutazione. Invece le opere d’arte moderna e contemporanea sono in forte ascesa, un mercato a portata di mano, sempre più apprezzato ed in crescita. Naturalmente la Fiduciaria Marche gestisce e cura patrimoni e capitali di chi in opere d’arte vuole investire, grazie a consulenti ed esperti che collaborano professionalmente ad alto livello e per questo ha aperto recentemente una sua divisione che si occupa appunto di Arte, con partner internazionali affidabili e professionali.
La trasmissione “CERCOARTE” andrà in onda su TVRS (canale 11) sabato 24 aprile 2021 alle ore 19.35.
In replica lunedi 26 aprile alle ore 10.00 e 13.35
Sul canale TVRS MARCHE (canale 111) il martedi 27 aprile alle ore 14.15; 19.15 e 22.45.

Con la riconferma di Pietro Marcolini a Presidente dell’Istao si apre una nuova e fruttuosa stagione di collaborazione con Fiduciaria Marche, nella formazione e nella cultura economica – ha detto il dott. Valerio Vico, Presidente della Fiduciaria Marche – Ricordando infatti l’impegno nel sostenere la Borsa di Studio per gli allievi Istao che Fiduciaria promuove intitolata al dott. Loris Mancinelli, uno dei fondatori della stessa Fiduciaria nel 1972, facciamo al Presidente Pietro Marcolini i migliori auguri di buon lavoro”.
La partecipazione e il sostegno di Fiduciaria Marche non può mancare, ha aggiunto il Presidente Vico, allorchè si lavora nella giusta direzione per formare competenze e conoscenze dei neolaureati in Economia, sull’onda dello spirito che anima l’Istituto Adriano Olivetti, fondato dal prof. Fuà proprio con questo preciso obiettivo.
La consueta rubrica della Fiduciaria Marche su queste pagine si è occupata nel numero scorso di “investimenti intelligenti” a proposito del piccolo risparmio che molte famiglie italiane, limitando spese come viaggi e vacanze in tempi di pandemia, hanno potuto riservare… in attesa di tempi migliori. In effetti per effettuare investimenti sicuri e proficui, al di là dei depositi bancari che non piacciono a tutti, non basta avere una somma a disposizione. Occorre invece affidarsi a professionisti competenti che conoscono e sanno interpretare il mercato… anche in tempi difficili come questi.
Il consiglio pratico della Fiduciaria Marche, la scorsa volta, era di sondare le capacità ed i rendimenti del nuovo trend internazionale dei titoli BIOTECH. Ormai consolidati e sicuri, costituiscono sicuramente la prima scelta di ogni investitore oculato. Infatti diversi lettori ci hanno inviato mail di conferma di interesse, girate poi prontamente al Presidente della Fiduciaria Marche Valerio Vico ed all’esperto in materia, l’amministratore delegato di F.M. Federico Barbieri.
Questa volta però affrontiamo un argomento diverso che incuriosisce molti nostri lettori e che ci chiedono di approfondire da diverso tempo. Si tratta del “mercato” dei GREEN BOND.
Tutto inizia dal nuovo Ministero della Transizione Ecologica, che il Presidente del Consiglio dei Ministri Draghi ha appena varato in Italia, allineando – potremmo dire “a grande richiesta” – il nostro Paese a ciò che fanno molte altre nazioni.
Il cambiamento climatico – di cui si parla da decenni – implica finalmente non solo scelte politiche imprescindibili e programmi di intervento internazionali, cui ormai nessun Paese può sottrarsi. Ma progetti precisi di investimento attraverso l’impiego e il sostegno di azioni specifiche di Green economy. Ciò significa individuare e istituire nuovi “titoli” nel settore delle energie rinnovabili, della finanza verde e delle risorse idrico/energetiche ecosostenibili che sono oggi piazzate su svariati mercati internazionali non solo europei. Una delle risposte primarie sono i BOND di investimento. Ad esempio, un nuovo scenario si apre proprio dopo le note di stampa provenienti dalla banca di sviluppo VEB che opera in Russia.
Questo immenso Paese che si affaccia e guarda insistentemente alla nostra “vecchia” Unione europea infatti ha imboccato da tempo la strada della “transizione verde” riservando ingenti risorse, titoli e appunto opportunità di investimento attraverso green bond, concernenti appunto diversi miglioramenti apportati con progetti in campo ambientale ed ecologico. E per certi versi, è già avanti a noi. Illuminanti in proposito, come riportato su un articolo del Sole 24h, le recenti dichiarazioni del vicepresidente di VEB, Cesare Maria Ragaglini. “Alla banca di sviluppo VEB il governo russo ha affidato il nascente mercato della finanza verde a sostegno di un’economia più sostenibile”. Un’opportunità che attira nuovi interessanti investitori, sensibili all’innovazione ecosostenibile.
Le spese che la Russia sta facendo nel campo climatico, delle risorse idriche, dell’energia rinnovabile e pulita, sono enormi e il mercato russo dei green bond apre adesso a tutti, per reperire ulteriori finanziamenti con partnership pubblico/private dove l’apporto di capitali internazionali è fondamentale e ben accolto. Dopo l’Europa, dove da tempo questo trend è stato avviato con buon successo, anche se la comunicazione e la pubblicità delle varie disponibilità non sono state eccelse, causa proprio l’ultimo ”annus terribilis” del Covid 19, la Russia è nuova frontiera utile ad investimenti intelligenti. E’ nota ed ha fatto il giro delle reti web suscitando curiosità e approfondimenti anche in questa direzione, l’intenzione della Germania di collaborare con la Russia nella innovativa, diremmo rivoluzionaria, produzione su larga scala di idrogeno verde.
Cosi, proprio la Ue sta organizzando molte occasioni di cooperazione in tale direzione, auspicando un’interdipendenza energetica. L’emergenza climatica diventa sempre più opportunità per mercati finanziari nuovi e per formule più o meno note di engagement, come i bond. Sempre, com’è necessario, previa necessaria conoscenza, informazione e consulenza di esperti come i professionisti della Fiduciaria Marche allo scopo di avere una guida verso la trasparenza, la legalità e l’affidabilità.
Gli italiani costretti a casa si ritrovano piccole cifre da investire: ma di chi fidarsi? Ecco alcune soluzioni intelligenti
Il Covid 19 costringe da un anno il cittadino medio italiano (e non solo) a un risparmio forzato. Niente ristorante, viaggi, cinema, spese per vestiti e scarpe: si sta in casa con l’auto ferma in garage. Si spende solo per computer, abbonamenti tv, il divano nuovo…
C’è un dato che viene poco analizzato nella strana economia che deriva dall’emergenza Covid 19. Troppa liquidità: gli italiani stanno risparmiando e accumulano soldi per la paura del futuro. Il risparmio è giocoforza: per molti il conto in banca cresce e, chi più chi meno, ci si trova a interrogarsi: “Che posso fare adesso con questi soldi inaspettati?”.
A settembre, secondo i dati Abi, sui conti correnti degli italiani erano depositati 1.682 miliardi di euro, una vera montagna di denaro fermo, quasi pari a un Pil pre-pandemia (nel 2019 il prodotto interno loro è stato di 1.787 miliardi). E se una parte di quel tesoro appartiene ad aziende che, temendo una crisi di liquidità innescata dalla pandemia, hanno preferito accantonare una certa quantità di denaro per far fronte a eventuali problemi, dall’altra si registra un ritorno in massa delle famiglie alla politica dei “soldi sotto il materasso”. Infatti la propensione al risparmio ha registrato una vera e propria impennata nel 2020, passando da poco meno del 12% a oltre il 20% del reddito. Tenuto conto che il libretto (forzatamente cartaceo e al portatore) è roba del passato, per la maggior parte il tesoretto dell’italiano medio risulta conservato su conti correnti. Ciò sia per far fronte a eventuali necessità ed emergenze di salute, sia perché c’è la pesante consapevolezza diffusa che siano in vista peggioramenti delle prospettive di reddito. Anche per chi è ottimista, questa pandemia non finirà domani mattina. Il problema è che nel frattempo il denaro liquido perde costantemente valore: in questo specifico momento non più solo per effetto inflazionistico, ma perché i tassi d’interesse sui depositi sono totalmente azzerati e le commissioni bancarie, le spese, i bolli e le imposte erodono inesorabilmente il capitale. Insomma, avete presente tutte quelle voci in rosso che ci tolgono soldi sul conto corrente ogni mese e che ogni volta ci fa sorgere spontanea la domanda: ma che saranno? A cosa si riferiscono? Ma quanto mi costa il conto corrente? Piccole somme e risparmi invece potrebbero essere meglio utilizzate (e più fruttifere) se investite a supporto dell’economia reale. Come?
Tanto per iniziare un mercato sicuro è quello dell’Hi TECH e in particolare del BIO TECH.
Certo quando si parla di qualsiasi operazione di natura finanziaria il ‘fai da te’ costituisce probabile fattore di rischio. Per tale motivo quando si prende la decisione di investire il proprio denaro, piccole o grandi cifre non fa differenza, è sempre consigliabile affidarsi a consulenti esperti come quelli della Fiduciaria che possano aiutare ad imboccare la strada giusta azzerando i rischi. Come si riconosce un bravo consulente? Anzi tutto dalla capacità di conoscenza del mercato. La differenza la fanno le informazioni e i dati (spesso big data) di cui possiamo disporre. Ma anche la capacità di rispondere con chiarezza e dati alla mano ad ogni dubbio e problematica posta dal cliente, da chi rischia il suo denaro e lo investe.
Oggi comunque il settore ed i titoli BIO Tech sono quelli che offrono maggiori spunti e garanzie di riuscita per il futuro. Anche e soprattutto sull’onda degli effetti della pandemia che stiamo attraversando, che innesca flussi di investimenti notevoli e soprattutto durevoli.
dott. Valerio Vico
Presidente della Fiduciaria Marche
Il Presidente ValerioVico: “Si poteva evitare con un mandato fiduciario”
Con l’intensificarsi dei controlli per il COVID sui confini italiani, superlavoro di tutti i reparti della Guardia di Finanza. Negli ultimi mesi il Roan (Reparto Operativo Aeronavale), le Fiamme Gialle del mare, tiene d’occhio chi tenta di arrivare in Italia aggirando le norme anti-Covid. Così, dopo la clamorosa operazione “Non Expedit Rw” che ha consentito di fermare 61 barche di lusso sconosciute al fisco, il Roan di Ancona ha individuato altre 18 imbarcazioni, tra yacht e barche a vela, battenti bandiera straniera, intestate a soggetti residenti in Italia che avevano omesso di dichiararne la proprietà.
Morale: se possiedo una barca a vela, un motoscafo, uno yacht, anche sotto bandiera estera, addirittura anche se non ha mai navigato su coste italiane, devo dichiararlo al Fisco, nel quadro RW della dichiarazione dei redditi. Altrimenti son dolori! E pensare che bastava rivolgersi alla Fiduciaria Marche per evitare danni, multe, sanzioni e condanne anche pesanti. Come? “Per esempio – afferma il Presidente di Fiduciaria Marche, Valerio Vico – con un mandato fiduciario che assicura riservatezza, ma allo stesso tempo legalità e trasparenza. La Fiduciaria infatti ha il ruolo di sostituto d’imposta e in questo caso, anche per i beni e i capitali detenuti all’estero, non ci sarebbero stati problemi fiscali perché sarebbe stata la Fiduciaria ad effettuare le comunicazioni dovute al fisco esonerando il proprietario dell’imbarcazione ad indicare il bene di lusso nella dichiarazione dei redditi e quindi tutelando la propria riservatezza che oggi é una esigenza sempre più importante”.
Le Fiamme Gialle di mare hanno rilevato che quei 18 proprietari delle imbarcazioni, tutti fiscalmente residenti in Italia, non hanno mai dichiarato all’Agenzia delle Entrate la disponibilità e il valore di mercato della loro barca. Si parla, nel complesso, di circa un milione di euro. I trasgressori sono stati sanzionati per omessa e infedele dichiarazione, per oltre 300.000 euro.
“La nostra normativa fiscale – continua il Presidente Vico della Fiduciaria Marche – prevede infatti l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi annuale, utilizzando l’apposito modello “Rw”, qualsiasi investimento o bene detenuto all’estero, tra cui anche le unità da diporto. La Fiduciaria si occupa proprio di questo, garantendo la migliore e legale amministrazione dei capitali all’estero, siano essi mobili, immobili, attività finanziarie, quote societarie e opere d’arte”.
